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Etica e politica: una breve riflessione in pillole

febbraio 10th, 2010 · No Comments

“Nella Storia le streghe le hanno bruciate.
Ma, io e la storia, troviamo gli incantesimi
di cui abbiamo bisogno, ogni giorno.”
(Emily Dickinson)

Sono profondamente convinta che etica e politica siano strettamente collegate e che si fondino e si alimentino reciprocamente.
L’etica, per me, e’ in prima battuta quel fondamento irrinunciabile che sta alla base di ogni interazione umana. Punto di partenza nodale della politica stessa che, pur con tutti gli umani limiti, sarebbe sano cercare di praticare anche e soprattutto a partire dal nostro spicciolo agire quotidiano di individui.
Credo che l’etica contempli come precondizione imprescindibile, il relazionarsi agli altri limpidamente, senza farsi sconti di alcun tipo.
Credo che ogni ambiguità, ogni omissione di quei fondamentali che, di fatto, contribuiscono a confinare gli altri in una condizione oggettiva di subalternità, siano eticamente, e di conseguenza anche politicamente, discutibili, poiché privano volutamente gli altri della loro libertà di espressione, della loro possibilità di dissentire: “la libertà e’ un bene comune e se di esso non godono anche gli altri, non saranno liberi neppure coloro che si reputano tali” (M. de Unamuno).
A maggior ragione nei rapporti personali, è importante mettere in atto un minimo di coerenza tra l’agire pratico e le convinzioni teoriche. Questo, come base fondante di quella reciprocità che permette poi di aspettarsi come “dovuto” ed effettivo, oltre che solo come garantito in teoria, che ogni individualità, ogni intelligenza vengano considerati fattori presenti ed agenti nella pratica: la pariteticità è, e non può che essere, la base ineludibile ed irrinunciabile di ogni rapporto umano.
La pariteticità è anche ciò che permette di porre l’oggettività dei fatti nel posto che gli spetta di diritto: e cioè nel comune terreno di confronto e non invece dove, uno solo, a monte, ha deciso fra sé e sé che debba stare, mantenendone l’altro all’oscuro.
Certo, ognuno di noi può tranquillamente fare appello ad un proprio personalissimo concetto di cosa sia un valore e cosa no, ma io credo che i rapporti con gli altri necessitino anche di esplicita condivisione e di territori comuni di paritaria reciprocità.
Proprio per questo non posso fare a meno di interrogarmi sul significato, sul peso e sul valore dell’etica nella vita quotidiana di ognuno di noi.
Proprio per questo, così come distinguo tra “chiacchierare” e “parlare”, distinguo tra “essere una persona” e “recitare un personaggio”, tra “voler essere” e “voler apparire”, tra spontanea sincerità e inclinazione ad una sostanziale tendenza di fondo all’imbroglio, che, pur quando non e’  scientemente calcolata, resta però di fatto consapevolmente agita.
Il modo di rapportarsi al mondo parte innanzitutto dall’accordare fiducia: e’ proprio la fiducia che permette di fondare  ogni costruzione successiva.
Chi non riesce a tenerne conto, a mio avviso, non solo non riesce a pensare agli altri come a degli “individui” portatori di diritti, ma non vuole neppure intrattenere interazioni “vere” perché non coglie la differenza e la distanza che passa tra l’ “esibirsi ad un pubblico” e il “mettersi in gioco” che, invece, un rapporto interpersonale reale e di qualsiasi tipo, presuppone e comporta.
Ecco perché nutro qualche significativo dubbio verso chi, oltre alle menzogne, giustifica le “omissioni”: le omissioni consapevoli, restano di fatto una base menzognera che deforma volutamente il reale e su cui è difficile fondare o costruire alcunché di autentico!
A mio parere, quindi, l’etica rappresenta veramente uno snodo cruciale anche in politica: e non si tratta di “ideologismo” ma di quella pura e semplice onestà intellettuale che pone e pretende vincoli *oggettivi* di incompatibilità con alcuni comportamenti *soggettivi*.
Io sono profondamente convinta che sia abbastanza improponibile ragionare e agire seriamente la politica “in concreto” se non si tiene conto dell’etica di tutti i giorni, di quella che si agisce quotidianamente a  partire da se stessi e dalle proprie modalità di rapportarsi al mondo, agli altri e al mondo degli altri.
Del resto, come diceva Giovenale, ci sarà ben una ragione se  ”l’onestà è lodata da tutti ma muore di freddo”…!
Giuseppina Manera

Tags: 9.Punto di riflessione

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