Più il mondo scientifico s’inoltra nello studio del cervello umano, più intricato appare l’intreccio fra mente, comportamento e ambiente. La complessità è un derivato dello sviluppo. L’avanzata di nuove tecnologie impone un rapido adeguamento a pressanti esigenze antiche e moderne. In un tale contesto, stratificato quanto soverchiante di regole ataviche e comportamentali, periodicamente spuntano dei seminatori d’incertezze.
Gerd Gigerenzer appartiene a questa schiera di saggi di lungo corso che con riflessioni puntuali induce alla calma gli spiriti saccenti e sa ricondurre ogni ragionamento nell’alveo del comune buon senso. L’adattamento della mente umana all’ambiente è alla base della relazione tra individuo e società. L’attenta osservazione dei comportamenti porta a scoperte che qualche volta appaiono in conflitto con quanto gli educatori ci hanno impartito e gli studiosi vanno da sempre sostenendo. Pertanto lasciano a bocca aperta affermazioni come “meno conoscenza è più“, “dimenticare fa bene alla mente”, oppure l’imbattersi nella prova documentata che una conoscenza superficiale (in certi frangenti) può risultare più redditizia, dagli investimenti azionari a un gioco di quiz a premi – per quanto ciò possa sembrare sorprendente alla pura logica. Il fatto è che la nostra intelligenza inconscia ci guida in molte più azioni della nostra quotidianità di quanto si voglia ammettere. E spesso affidarsi ad essa è un bene, anche se occorre comprendere e definire le circostanze in cui è meglio avvalersi del talento innato, frutto del processo evolutivo dell’essere umano, piuttosto che della laboriosa valutazione analitica dei pro e dei contro…
(continua – Il labirinto della ragione)




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