Pro-vocazioni letterarie è uno spazio dedicato agli amanti della scrittura, nella perenne ricerca di un equilibrio tra l'estro creativo e il dettato dei canoni culturali in voga, nella provocazione dell'esserci.
Interpreti e testimoni del proprio tempo.

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La Galleria Zamenhof

marzo 7th, 2010 · No Comments

Inaugura mercoledì 10 marzo 2010 alle ore 18.30, in via Zamenhof 11, Milano, la mostra di pittura, scultura e fotografia “IL SENSO DEL COLORE”, a cura di Alessandro Baito e Valentina Carrera.

In mostra opere di:

Pier giorgio Ballerani, Andrea Borgonovo, Ewa Chacianowska, Giacobino, Luigi Marchesi, Maurizio Molteni, Marco Post Morello, Simona Ragazzi, Federica Varotto.

L’esposizione durerà dal 10 al 21 marzo 2010, e sarà visitabile negli orari di apertura della galleria: (dal mer. alla dom. dalle ore 15 alle 19).

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marzo 6th, 2010 · No Comments

In primavera, in molte regioni d’Italia, centinaia di ambientalisti volontari prestano soccorso a rane e rospi che, usciti dal letargo, appena cala la sera si dirigono verso l’acqua attraversando strade molto trafficate. Secondo il biologo Carlo Scocciati gli anfibi sarebbero la classe di vertebrati più a rischio di estinzione poiché vivono sulla terra e si riproducono nell’acqua. Inoltre sono predatori che stanno a metà della catena alimentare. Nutrendosi di insetti, non solo sono innocui per l’uomo, ma rendono anche un servizio di insetticidi naturali. Quand’è così – memore anche del rospo delle fiabe che con un bacio diventa principe – perché il governo non emana un decreto legge ad hoc? Sempre meglio che vederseli comparire dall’oggi al domani nelle liste elettorali blindate.

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Il filo di Arianna

marzo 5th, 2010 · No Comments

Un filo ininterrotto di pensieri – tanto molesti quanto sprizzanti di giovanile determinazione – accompagna la protagonista, passo dopo passo, nel ginepraio esistenziale della vita in una moderna città. Di volta in volta lo svolgimento narrativo prende forma, nell’aspirazione di riuscire a far quadrare il bilancio con i magri proventi che le derivano da una stancante giornata presso un call center, nell’ossessivo proponimento d’intraprendere una dieta ferrea, nel costante tentativo di liberarsi dall’angoscia di un domani incerto.
La precarietà costringe la giovane donna a correre come una trottola da un punto all’altro del labirinto metropolitano. “San Babila, fermata San Babila”. Ad ogni inizio di giornata riecheggia il richiamo alla realtà, che concorre a scuotere il passeggero dal torpore dei pensieri che più lo assillano. Quell’avvertimento è il filo di Arianna a cui con tenacia la protagonista si tiene aggrappata. Non può sgarrare: tolto l’affitto, il cibo e tutte le incombenze da pagare, non resta altro che il sogno di una vita diversa. Soltanto un sogno appunto.
Arianna, la giovane protagonista dal nome inconfondibile – tranne per il patrigno – abita a Milano, in via Eritrea. Dai quartieri dormitorio della periferia milanese ogni mattina si reca in pieno centro, dove tutto il giorno resta incollata al telefono alle prese con i clienti di una marca di navigatori satellitari. Tecnologia a parte, non c’è modo di poter spaziare.
Per giunta quest’oggi è arrivata in ritardo; per recuperare dovrà saltare la pausa pranzo. A stomaco vuoto fa ritorno a casa progettando di divorare la magra insalatina che l’aspetta in frigo. Ma la porta è sbarrata dall’interno; la coinquilina è barricata con il suo compagno; dovrà aspettare fino a tarda sera su una panchina.
E’ stata una maledetta giornata, andata storta. Sarebbe proprio il caso di dire: una giornata storta, sia all’andata che al ritorno!
L’autista della 57 le ha chiuso in faccia le porte, o così le è parso. L’ha incontrato al ritorno, al capolinea, mentre parlava con i colleghi; per un attimo gli sguardi si sono incrociati, si sono squadrati reciprocamente; mentalmente lo ha mandato a quel paese.
E’ andata peggio al collega del call center Andrea. Per aiutare uno che si è confuso tra Milano e Milano Marittima, si è dilungato al telefono più del necessario; secondo certi parametri etico aziendali, che il capufficio Mezzasalma esegue alla lettera, avrebbe commesso una infrazione. E difatti è stato prontamente licenziato.
Le settimane passano gioiose e inquiete tra una pizza ciclopica che Arianna consuma sotto lo sguardo inorridito della madre (che conosce bene i dettami della moda, lavorando in una boutique del centro) e dei ritratti dei divi affissi alla parete (che dettano la moda), tra una passeggiata nel parco con il fratellastro Arturo, una telefonata da parte dell’amica Alessia in vacanza in un villaggio del Mar Rosso. A parte un fitto chiacchiericcio con i pupazzi di Arturo e la vista di due topi che nuotano tranquilli nel laghetto del parco, il registro di bordo non registra niente di rilevante. Dell’autista sgarbato della 57 neppure l’ombra. Nel palazzo della casa materna invece è tutto un viavai di avventori delle due cinesi che si sono installate al primo piano. Ma Arianna è solo di passaggio; dopo un rapido intervento alle piante del terrazzo, sguscia via prima dell’arrivo del patrigno.
Fine settimana in Liguria, per accompagnare Arturo dalla nonna che trascorre le vacanze al mare. Una parentesi piacevole che si rivela corroborante anche per l’inatteso proposito della nonna di farle una donazione in danaro. La mamma sapeva, era tutto combinato.
L’ammontare deve restare un segreto, ma niente vieta di cominciare quanto prima a elaborare un progetto per l’avvenire. Il momento si fa delicato; mentre prosegue l’attesa dell’accredito dei fondi sul proprio conto corrente, ricompare la sagoma del solito autista al posto di guida della 57, a intorpidire la serenità della giornata. Per una strana associazione d’idee, nella mente di Arianna riaffiora il racconto raccapricciante del ritrovamento, nei primi anni del dopoguerra, di ossa umane in un cassonetto dei rifiuti.
Tuttavia niente potrà frapporsi alla svolta del destino. Temprata dall’esperienza nel call center ha saputo resistere ai miraggi di guadagni futuri proposti dal funzionario di banca. La sua amica Sabrina ha visto giusto: lei ha una passione su cui è bene investire. Trascorrerà il mese di agosto lavorando, nell’attraversare le strade deserte di Milano, sentendosi il fiato sul collo, vivrà un momento di panico, – scopre con sollievo che è Andrea.
Alla fine l’avviso “San Babila, fermata San Babila”, non riecheggerà più come l’incombente inizio della odiata corvè quotidiana. Suonerà piuttosto come un dolce richiamo a ricordo dei primi affanni e di quella fase di transizione che da giovani conduce all’età adulta.
AF

San Babila, fermata San Babila, romanzo scritto da: Maria Fernanda Mancuso (dalla raccolta del Cenacolo S. Eustorgio c/o la Libreria Esoterica, Milano)

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marzo 1st, 2010 · No Comments

A pochi giorni dalla morte di Dawn Brancheau, uccisa dall’orca Tikilum che ha trascinato l’addestratrice del SeaWordl di Orlando affogandola, dice Gaia Bay Rossi, addestratrice cinofila del centro Indiana Kayowa: “Spesso quando un animale ‘tradisce’ il proprio padrone è perché c’è stata una mancata comunicazione.” E l’errata aspettativa di poter assoggettare ogni animale a una forzata convivenza con l’essere umano.

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Cenacolo Sant’Eustorgio

febbraio 28th, 2010 · No Comments

Incontri e letture di poesia, narrativa, scrittura

Il Cenacolo Sant’Eustorgio tra le sue attività annovera la poesia e la narrativa, anche con l’intento e l’obiettivo di scoprire e presentare voci nuove di poeti e di narratori.
Organizza presso la LIBRERIA ESOTERICA, Galleria Unione, 1 (Piazza Missori), Milano, telefono 02878422, incontri, conversazioni, dibattiti e letture aperti a tutti.
L’appuntamento è sempre di giovedì dalle 17.50 alle 19.20 puntuali.

Leggeranno testi scritti da loro, ciascuno per trenta minuti esatti:
04/03/10 Luisa Colnaghi, Salvatore Cristiano, Gianna Fava
11/03/10 Anna Maria Ercilli, Mariella De Santis, Emanuele Magri
18/03/10 Renato Delpero e “Il Rile”
25/03/10 Pippo Puma, Francesco Romano, Rinfresco Siciliano.
Ingresso libero.

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“… and the truth shall set you free”

febbraio 25th, 2010 · No Comments

Il germe dei preconcetti si annida nell’animo umano come un virus influenzale, rinnovandosi ad ogni stagione. Mentre noi ignari diffondiamo il contagio alla stregua di tanti portatori sani, esso sprigiona i suoi effetti perversi, tanto nei confronti delle persone quanto verso le cose. E ci condiziona nell’agire.
Una libreria con una impostazione tematica di tipo esoterico, dei libri raffiguranti soggetti in estasi, hanno il potere di attrarre o di tenere a distanza il lettore a seconda degli interessi di quest’ultimo. E delle tendenze in voga, sull’onda lunga dei preconcetti.
Fosse dipeso totalmente da me, intendo dire: senza un concorso esterno, non avrei mai acquistato il libro “io sono Me Stesso, io sono Libero” di David Icke. Forse avrei soltanto leggiucchiato qualche passaggio, poi l’avrei riposto sullo scaffale e sarei passato a tutt’altro genere. Invece, nel discorrere con amici della società moderna, “etero-diretta”(1), questi me lo hanno additato tra la letteratura che tratta l’argomento dell’essere umano soggetto a condizionamento. Superato quindi anche il preconcetto visivo della copertina, dove l’autore si esibisce seminudo a braccia aperte come un semidio, sono passato alla verifica.

Siamo come la pecorella smarrita del Signore? Oltre il recinto il gregge è attorniato da lupi? Ogni buon pastore invocando l’Essere Supremo infonde il sacro timore di Dio. E i cani sono sempre al servizio del padrone, il quale provvede ai mastini, fedeli servitori, e alle sue pecore, mungendole e tosandole come si addice al loro stato. L’immagine di un Dio che, di volta in volta, tuona ordini agli ebrei del vecchio testamento, abbandona suo figlio sulla croce, spinge cristiani e maomettani alla contesa palmo a palmo dei luoghi santi, è una immagine bislacca che di divino ha ben poco.
Almeno secondo il giudizio di una mente razionale.
Altrettanto patetico appare il tentativo di avvicinamento fra eminenti religiosi che scoprono un’intesa, nella modernità dei principi universali, solo nel puntare il dito contro l’ateo, poiché così facendo, avvalorano l’ipotesi di un Dio imperscrutabile quanto volubile. Tuttavia neanche ciò costituisce una novità.

E’ la profondità del male a colpire a segno e a far germogliare la catarsi. Lo sconcerto, figlio della curiosità, è appena dietro l’angolo.

Una elite di uomini senza scrupoli cerca d’imporre la dittatura globale servendosi di ogni mezzo. Nel costatare com’è distribuita la ricchezza e nel prendere atto del dominio culturale in essere, si fa davvero poca fatica a crederci. A spanne tutti abbiamo una chiara visione del mondo a forma di piramide: ogni istituzione è governata da una minoranza prevaricatrice sulla maggioranza. Diventa invece raccapricciante la scoperta di programmi di manipolazione mentale – nei meandri del potere democratico! L’esercizio del dominio attraverso riti satanici, violenze, stupri, delitti programmati – “la mentalità nazista non morì col 1945”…
continua… and the truth shall set you free

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febbraio 25th, 2010 · No Comments

“… and the truth shall set you free” / l’angolo nascosto della libreria / 25.02.2010

→ No CommentsTags: Walter E. Gost

febbraio 22nd, 2010 · No Comments

La nebbia va scomparendo. La Pianura Padana ne regista una riduzione del 30-35% in 20 anni. I ricercatori dell’Università di Berkley hanno calcolato che nello stesso periodo, sulle coste Usa, ogni giorno è presente tre ore di meno. E si parla di allarme ecosistemi. Invece non si parla affatto dell’influsso negativo che tale fenomeno ha avuto sulla comunicazione. Sotto le luci della ribalta dei nuovi media, nel frastuono della loquacità gridata, il dubbio è stato del tutto bandito.

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Il fenomeno Second Life

febbraio 18th, 2010 · No Comments

di Carlo Mazzucchelli

Ai media internazionali e nostrani è bastato un agosto non eccessivamente caldo per decretare la fine del fenomeno Second Life. La responsabilità di quest’effetto ‘motori indietro tutta’ è da associare alla pubblicazione di due articoli tra loro simili nei contenuti apparsi in tempi diversi sul giornale The Guardian e sul mensile Wired. Due articoli che hanno descritto il mondo di Second Life come un luogo solitario, poco frequentato, ancor meno partecipato e soprattutto pieno di cattedrali nel deserto. Un mondo tridimensionale nel quale è raro trovare spazi affollati ma soprattutto affollarli ( il limite attuale di assembramento in un unico luogo sulla ‘grid’ di Second Life è infatti di soli 70 avatar ). Un nuovo mondo che può contare su una popolazione di 9 milioni di residenti ma che nella realtà, eliminando i molti avatar duplicati che caratterizzano la presenza di molte persone in Second Life, è di soli 300 mila individui, per di più principalmente interessati a visitare sexy shop e a frequentare le nuove vie virtuali del vizio con le loro discoteche, locali happy hours e donne con ‘skin’ da sogno ma dai facili costumi. Una realtà che mostra il suo fallimento soprattutto se paragonata al successo sociale e di partecipazione effettiva di molte applicazioni web 2.0 quali Youtube, Flickr e Myspace.

La morte di Second Life, precocemente decretata dai media, appare però poco comprensibile se si pensa all’enfasi che sul fenomeno Second Life i media stessi hanno posto nei primi mesi di quest’anno. Un’enfasi che ha convinto molti direttori marketing e spinto molte aziende ad investire milioni di dollari reali nell’acquisto di miliardi di Linden Dollars per costruire, allestire e rendere abitabili migliaia di isole con l’obiettivo, non solo di richiamare masse erranti di avatar consumatori, ma anche di promuovere e realizzare iniziative di comunicazione, di marketing e commerciali. Un’enfasi che ha visto numerose iniziative editoriali e in rete ( vedi la guida ufficiale a Second Life distribuita dal giornale La Repubblica e il sito web dello stesso giornale con una cronistoria della crescita del fenomeno Second Life in termini di affiliazioni da parte di aziende e organizzazioni sociali) e una comunicazione attenta fatta da una miriade di articoli relativi alle new entries in Second Life quali Reuters, Coca Cola, IBM ecc. o a persone singole quali Anshe Chung che sono riuscite in pochi mesi a guadagnare un milione di dollari (reali) proponendo e vendendo proprietà immobiliari…

(Un articolo di Carlo Mazzucchelli pubblicato sulla rivista Computer Business Reviewper continuare la lettura)

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febbraio 18th, 2010 · No Comments

Carlo Mazzucchelli, editorialista di Computer BUSINESS Review, co-fondatore di Complexab, fondatore del nuovo strumento di networking personale e professionale: http://www.retidivalore.it/ (per info e contatti vai al link Reti di Valore)

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